Lampedusa tra passato e presente.
Pietro Giannini 18/08/2016
L’isola
di Lampedusa ha una vecchia storia che risale almeno al 10.000 A.C. quando
questo meraviglioso lembo di terra era ancora legato all’Africa; non che adesso
non lo sia più ma è solo che adesso non si vede mentre prima si vedeva.
Nel corso degli anni (circa 6000) il livello
del mare si è alzato così tanto da coprire l’istmo cha la univa all’Africa. Non
affronteremo argomenti tanto difficoltosi per noi che non siamo esperti di
paleontologia, né di geologia. Era solo una introduzione per parlare un po’ di
quest’isola dotata di un fascino immarcescibile.
In
effetti i primi approcci dell’isola con il resto del mondo, tralasciando le
numerose vicissitudini subite da questa terra più volte venduta da un re ad un
altro, o da un governo ad un altro, sono più recenti e facilmente percorribili.
Il
primo contatto con la realtà Italiana risale al 1911 quando venne attivato il
servizio telegrafico con il continente.
Durante
la seconda guerra mondiale l’isola subì numerosi bombardamenti a causa della
sua posizione strategica nel Mediterraneo.
Ancora oggi restano tracce di quel tremendo periodo in cui gli abitanti
preferirono nascondersi nella caverne e nelle grotte pur di non lasciare la
loro terra, nonostante fossero stati sollecitati a farlo.
Qualche anno dopo arrivò
l’elettricità e si sviluppò l’industria del pesce conservato grazie ad un
fabbrica di ghiaccio sorta nel frattempo. Ma sarà solo nel gli anni fra il ‘70
ed il ’75 che arriveranno telefono, TV, scuola, il dissalatore, un ospedale e
l’aeroporto.
Quest’ultimo era già
esistente ma a carattere prettamente militare fin dal 1958. Nel 1968 fu poi
costruito l’aeroporto civile a seguito di una decisa e decisiva protesta dei
Lampedusani.
Dal 2012 è in funzione una
nuovissima e moderna aerostazione dotata di tutti i mezzi di sorveglianza aerea
oggi esistenti. Dalla metà degli anni '80, si è registrato un incremento turistico cominciato subito dopo il 1986 quando,
a causa della presenza sul suolo lampedusano di una base militare degli Stati
Uniti, il colonnello Gheddafi, noto amico di Berlusconi, ma feroce antagonista
degli americani, lanciò due missili in direzione di Lampedusa, caduti
fortunatamente in mare a poche miglia dalla costa Lampedusana.
Questo fatto di cronaca portò
alla ribalta l’isola tanto che si assistette ad un notevole aumento del flusso
turistico che sarà sempre più di massa. La crescita del turismo portò in breve
tempo a cambiare profondamente Lampedusa, sia socialmente che urbanisticamente.
Non regolata da un piano paesaggistico e bisognosa di nuovi posti letto, la
popolazione si adoperò nella costruzione di nuove abitazioni e strutture
edificate abusivamente dappertutto. Anche per questo nel 1996 viene istituita
la Riserva Naturale al cui interno si trova la famosa spiaggia dei Conigli su
cui nidificano le tartarughe, in via di estinzione, Caretta Caretta. Nel 2014
la spiaggia sarà indicata come la più bella al mondo dagli utenti di un famoso
sito turistico.
La nuova amministrazione comunale, guidata da
una Sindaca di grande carattere, sta facendo di tutto oggi, perché l’offerta
turistica sia adeguatamente sfruttata e potenziata per offrire il meglio ai
numerosi visitatori e vacanzieri.
Perché il settore turistico riesca ad
affermarsi concretamente non si può prescindere da una piena rivalutazione
delle bellezze naturali dell’isola, lasciandole immutate e selvagge così come
sono, non deturpando i paesaggi con orrende costruzioni sui promontori in
pessimo stile ultra moderno, valorizzando altresì le risorse storiche del
territorio e, soprattutto, proteggendo le immense e ed eccezionali ricchezze dello
splendido mare.
L’attività turistica è strettamente
legata alla stagione estiva, in particolare nel mese di Agosto, ma da qualche
anno anche a Luglio non si scherza.
La
pesca che era, invece, la seconda fonte di economia ha subito nel corso degli
anni un calo drastico, sia per lo sviluppo del turismo, sia, anche se sembra
insensato, per ragioni legate alla sua posizione geografica che crea problemi all’esportazione
del pescato fresco. Oltre che per quella professionale, Lampedusa, grazie alla
grande ricchezza e varietà di specie ittiche, è meta di prim’ordine per la
pesca amatoriale e per le sue scuole di pesca subacquea.
I lampedusani sono
riusciti benissimo a fondere i due settori: quello turistico e quello della
pesca. Difatti moltissimi proprietari di barche hanno riattrezzato i loro natanti
per farne barche da turismo locale portando in giro, lungo le splendide cale e
coste dell’isola, i turisti che apprezzano moltissimo le gite in barca sulle
acque cristalline di uno dei mari più belli del mondo.
Quello che però, più di ogni altra cosa, ha
attirato l’attenzione del mondo su Lampedusa è che l’isola si trova, fin dai
primi anni 90, al centro di un immane flusso di migranti che giungono dalla
coste africane su imbarcazioni che spesso non arrivano a destinazione perché decrepite.
Per moltissimi anni i lampedusani hanno
dovuto fare da se per gestire, con grande spirito di fratellanza e di pietà,
questo immenso esodo di gente che approdava, ed ancora approda, sulla loro
isola.
Lo
spirito che ha animato ed anima questa gente li ha portati ben presto, e loro
malgrado, agli onori delle cronache per la loro opera di assistenza disinteressata
e continua a favore della gente che arriva dall’Africa; la loro natura ospitale,
cordiale, non conosce pause né tentennamenti.
Agli sfortunati che non riescono ad arrivare
sull’isola è stata dedicata nel 2008, la Porta d'Europa, un monumento,
realizzato da Mimmo Palladino, dedicato alle decine di migliaia di persone
morte in mare negli ultimi vent'anni per raggiungere Lampedusa.
Un altro
omaggio del cuore lampedusano agli sfortunati che non ce l’hanno fatta.
Questo è Lampedusa, ma essa è tanto
altro ancora. Non è un “provare per credere”. Lampedusa è l’isola che Tommaso
Moro avrebbe indicato certamente come “l’Isola di Utopia”, se l’avesse
conosciuta, come invece sembra averla immaginata e conosciuta (solo nella sua
fertile, purissima e lucida mente), il “Profeta” Khalil Gibran:
<<Vorrei che andaste incontro al
sole e al vento
con la pelle, più che con il vestito,
perché il respiro della vita
è nella luce solare
e la mano della vita è nel vento.>>
Leggendo quel che ha scritto si ha l’impressione di un “déjà vu”.
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