di Pietro Giannini 02/04/2019

Il mal sottile, per definizione medico-sanitaria, è una malattia grave e molto contagiosa che è conosciuta a tutti con il nome tremendo di Tubercolosi. La sua progressione è subdola, lenta ma spesso, almeno per gli anziani, deleteria.
Ma il mal sottile è anche un’espressione, neanche tanto nuova, usata a mo’ di metafora, per indicare qualcosa di grave che ci affligge, un malessere non necessariamente fisico, strisciante, subdolo, sottovalutato all’inizio, ma alla fine, distruttivo.
Questo è il male che affligge il nostro paese: un pericoloso microbatterio mediatico, subdolo, che ha contagiato moltissime persone, non opportunamente vaccinate, a livello culturale, e pertanto non in grado di resistere a tale invadente malanno.
Nemmeno le più circostanziate relazioni di istituti statistici, economici e finanziari sono state finora in grado di allertare gli individui già contagiati, sulla gravità del momento che sta minando alla base la situazione economico-finanziaria dell’Italia. Moltissimi gli esempi da portare a suffragio della tesi della destabilizzazione economica, non tenuti, però, nella debita considerazione da un governo che mira solo alle elezioni prossime europee. In maniera vergognosa, si celano sotto il tappeto i reali problemi economici che attanagliano i cittadini, sempre più vittime di un debito pubblico che cresce di più di tre miliardi al mese, e che dovranno, altresì, sopportare un aumento dell’IMU fino al 9,4%, dell’imposta di soggiorno fino 10,7 %, dell’Irpef comunale al 7,3% e così via.
Dalla mensilità di aprile, l’Inps applicherà il nuovo meccanismo di
adeguamento all’inflazione, previsto dalla legge di Bilancio gialloverde. I pensionati dovranno conguagliare quanto incassato nei primi tre mesi dell’anno, MA SUBITO DOPO LE ELEZIONI.
La notizia più scioccante di ieri – dopo le lotte intestine per mettere le mani sull’oro di Bankitalia e sui risparmi di Cassa Depositi e Prestiti, per finanziare le fesserie promesse e contrattualizzate – è che sono state acquistate ben 828o auto grigie e blu per l’ammontare di 168.000.000,oo di euro .
Per un partito che si prefiggeva di andare sempre a piedi o in metro, o in bici o in motorino, ma MAI CON LE AUTO BLU CHE ERANO IL MARCHIO INFAMANTE DELLA CASTA – come hanno predicato per anni – di strada ne hanno fatta, ed a caro prezzo.
La via per uscirne ci sarebbe ma non è facile prenderla: molti sono persuasi che questo sia il male minore per risolvere il problemi del paese. Non lo è.
Anzi era ed è il peggio che potesse capitarci. Nessuna competenza, scarsa cultura, xenofobia, nessun bagaglio tecnico sulle spalle che possa aiutare a risolvere problemi cosi gravi. Niente di niente.
Solo chiacchiere e distintivo, come disse Al Capone quando lo mandarono in galera dove morì sifilitico.
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