La dottrina del NO!
Pietro Giannini 13/12/2016


Ripetere pedissequamente la dottrina era, una volta, solo dei preti.
Ai nostri giorni sembra, invece, una cosa più comune a molti altri.

È presumibile che le persone, cui è stato dato un cervello per pensare, lo usino con raziocinio e discernimento. 
In Italia invece il cervello lo si porta all'ammasso. Costa troppa fatica cercare di capire o informarsi per comprendere, o approfondire, o anche solo per non farsi turlupinare. 

Si imparano subito e si ripetono in maniera stucchevole le volgarità pseudo politiche di qualche illustre "fregnacciaro", come dicono i romani, o di qualche guitto senza arte né parte ma con pesanti fedine penali.

Si mandano subito a memoria le volgarità di qualche illustre statista che ci ha caricati di 4 miliardi di euro di debito, che stiamo pagando all’Europa, per quella sordida faccenda delle quote latte. Ma c’è un lungo e composito elenco di fallimenti e di malefatte. 
I giovani non ricordano e, purtroppo per loro, non si informano nemmeno, anche se i loro smartphone potrebbero aiutarli a capire, solo se volessero. Però, per un innato spirito di indifferenza atavica e di diffusa, nefanda trascuratezza culturale, se ne fregano. 

È più facile ricordare le insulse elucubrazioni di grulli sparlanti che inneggiano alla blasfemia ed alla scurrilità fine a se stessa, priva di qualsiasi contenuto, ma attraverso la quale si insultano tutti. Ciò è più semplice e più redditizio, se vogliamo, visto il grado culturale di chi ascolta tali facezie volgari e le assume come pillole contro il mal di testa (se dovessero caso mai usare il cervello).

Ma la realtà inchioda tutti ad una responsabilità grande, unica, ineludibile. 

Il Paese deve essere governato, comunque. Anche se a qualche avvinazzato qualunquista ciò potrebbe non piacere.

Allora, forse, un maggior senso di responsabilità potrebbe aiutare tutti a fare meglio le cose. Ma siccome non ci sono né la disponibilità né la capacità per farlo, si preferisce dire no a tutto ed a tutti. Più facile, si lavora meno, si fa meno fatica, ci sono meno possibilità di farsi odiare. Il lavoro lo faranno altri.
Ed è spesso molto difficile, estremamente complesso, molto impegnativo soprattutto dal punto di vista culturale perché ci si deve informare, non essendo possibile parlare di cose che non si conoscono, anche se qualcuno, al giorno d'oggi, lo fa.

I difficili rapporti fra nazioni da sempre in guerra fra di loro, presuppongono una cultura geopolitica che non tutti posseggono. 
L’architettura, i meccanismi complessi per preparare un Bilancio Statale, come quello del nostro Paese, presuppongono conoscenze tecniche e capacità politiche di un certo spessore. 

Si potrebbe continuare all’infinito ma chi legge ha ben compreso che non è facile governare un paese inserito, fra l’altro in contesto problematico, come quello Europeo. Ci vuole gente di altro calibro, non una banda di spaventati e piagnucolosi, quanto incolti e sprovveduti marmocchi. 

Coloro che seguono questi sedicenti politicanti, sono certi delle loro capacità, benché ancora questi signori non abbiano dimostrato un bel niente a nessuno, se non una estrema facilità nel dire sempre no a tutto ed a tutti. 

Alla testa di questi adepti, spesso facinorosi, ci sono personaggi che in quanto a cultura e preparazione politica, non hanno certo di che lamentarsi. Sono al top per insuccessi e per essere dei superpagati assenteisti. Non farò nomi perché i fatti sono noti a molti; i flop sono tanti e si va dalla molte città dove sono stati eletti sindaci, e dove hanno fallito per il 90% con dimissioni o uscite volontarie e/o espulsioni, ai numerosi fallimenti, alle truffe, alle firme false ecc…Chissà come però, queste cose passano tutte in secondo piano.

Non è necessario che siano competenti è necessario che sappiano insultare e che abbiano molti scheletri nell’armadio.  A molti giovani di oggi tutto questo basta. Forse pensano che sia possibile anche per loro accedere a posti di così alto prestigio con 100 firme su internet o conoscendo a malapena quattro frasi fatte e scurrili.

Ma, cari giovani, poiché invitarvi a riflettere è tempo perso allora è giusto che sappiate che, alle prossime elezioni, i candidati li sceglieranno loro e molti di voi non ci saranno.


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