Lavoro notturno: la nuova Babilonia

Pietro Giannini 21-04-2017


Su l’Espresso on line e su quello in edicola è stato pubblicato un blog del sig. Gilioli che parla di lavoro notturno e di cui allego l’indirizzo: 


Argomento del giorno che sta provocando un’ondata di opinioni, pareri, discorsi, chiacchiere, talk-show ecc., da far paura. Una vera Babilonia da quando ne ha sparlato il ‘dott’. Di Maio candidato (a secondo dei giorni) dei 5S, alla presidenza del consiglio dei ministri o ad altro. Il blog si chiama “Piovono rane”.

Però, ad essere sinceri non piovono rane, piovono solo sciocche teorie mistificatorie, circa una realtà che il blogger Gilioli ed il sig. Di Maio, sconoscono abbondantemente, pur parlandone a vanvera. Il lavoro di notte è pesante: questo è l'unico punto che Gilioli, e l’ispiratore del suo articolo, Scalfarotto, conoscono poco.

Sono parecchi i lavoratori che prestano la loro opera nelle ore notturne per garantirci i servizi necessari, in orari in cui la maggior parte di noi dorme saporitamente. Il problema è che, se non si conosce la materia, si naviga a vista affogando nel mare di superficiali esternazioni: una più dotta (quella di Scalfarotto) e l'altra, quella di Gilioli, praticamente inconsistente, ma scritta bene.

Avere un blog su una rivista importante non autorizza a dire sciocchezze.

Chi, come il sottoscritto, conosce il lavoro di notte avendo diretto grossi centri postali aperti h.24, in quasi tutti i giorni dell’anno, può dire che nessun lavoratore ha mai pensato di essere qualcosa di diverso da un essere umano. Si suppone che al sig. Gilioli, come a moltissimi altri, piaccia, la mattina, avere la posta a casa, così come a molti italiani piace avere il giornale cui è abbonato in un orario decente, e se per caso il giornale arriva a mezzogiorno qualcuno s'incazza pure; e di certo piace sapere che nella via in cui si abita, di quando in quando, passa qualche pattuglia della Polizia di Stato e dei Carabinieri. A tutti piace sapere che c’è sempre un Pronto Soccorso aperto per tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli. A molti piace fare acquisti on line ma è anche gradito a tutti vedersi arrivare a casa il pacco per mezzo di un corriere che lo ha trasportato di notte, quando viaggiano anche altre decine di migliaia di mezzi di trasporto. Chi ci garantisce queste cose, il sig. Gilioli, Di Maio, o viceversa, chi lavora di notte?

E la famiglia che c’entra in tutto questo? C’entra ma non per i motivi che adduce Di Maio. C'entra, ma perché il lavoro di notte è pagato di più, ed i soldi in più fanno comodo a tutti, visto che ci sono deputati che, parlando a vanvera, guadagnano in un mese quel che un lavoratore guadagna in sei mesi.

Lavorare di notte non significa voler maltrattare i lavoratori, ma è una necessità dettata dalla vita, non solo odierna ma anche passata. Il lavoratore notturno è stato sempre adeguatamente protetto da una serie di leggi “ad hoc”. Ad esempio: i turni di notte, devono essere seguiti da turni di "riposo" adeguati e previsti da specifiche norme. Inoltre chi è adibito a turni notturni deve essere preventivamente visitato e giudicato idoneo a tale tipo di attività. Gli orari di lavoro notturno devono essere calibrati perfettamente tra turno di lavoro e turno di riposo. Chi lascia il turno al mattino non può rientrare in servizio prima che siano trascorse un numero previsto di ore.

Purtroppo non si può fare a meno del lavoro di notte e se qualcuno avesse approfondito l'argomento si sarebbe reso conto che è duro ma qualcuno deve farlo. Ma dovrebbe anche sapere che esso è tutelato, come detto, da norme e leggi al fine di garantire la salute e l’integrità fisica e mentale di chi lavora mentre noi dormiamo.

Le cifre spese in questi giorni per dimostrare che i supermercati ed gli altri servizi commerciali di notte non servono, sono solo pretestuosi e stucchevoli esempi di chi, non avendo altre argomentazioni, si attacca a numeri che molta gente spesso non capisce ma che, tuttavia, non scalfiscono la verità:

l’Italia deve stare sempre in ultima fila.

Forse è colpa di chi si colloca in posizione critica aprioristicamente, per partito preso, senza approfondire gli argomenti che tratta e poi, superficialmente e con estrema disinvoltura, propala ai quattro venti; o forse è colpa di qualche demagogo di bassa lega che cerca di accattivarsi le simpatie della Chiesa, assumendo atteggiamenti più civili e ruffiani rispetto alla incivile tracotanza nella quale sguazza giornalmente (questo lo si capisce essendo in periodo elettorale permanente). Si potrebbe continuare ma la realtà è che la vita è diversa ed è più dura di quel che pensi qualche irresponsabile manipolatore delle masse, che segue il principio del “Vulgus vult decipi, ergo decipiatur”. Una riflessione, anch'essa aprioristicamente, andrebbe fatta...

Buon riposo...

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