Le priorità della Meloni

P. Giannini 2023/05/10

 

La principale premura della Meloni è attualmente quella di dare nuovi vertici alla RAI.  Allora fuori tutti e dentro i suoi lecchini. E così saltano le trasmissioni d'inchiesta come Report e quelle di intrattenimento con libertà di critica. Da ciò derivano altre “necessità urgenti”.  Il messaggio in chiaro è: Uniformare tutto al pensiero della nostra prima ministra. Si ritorna al pensiero unico dal quale per molti anni abbiamo tentato di allontanarci.

La forza della  deculturizzazione massiccia, cominciata nella scuola con la riforma Gelmini, peraltro avallata dalla stessa Meloni, all'epoca ministra della gioventù nello stesso governo Berlusconi IV, e diffusa attraverso trasmissioni con molto seguito, sia da alcune reti di stato che da moltissime private, ha preparato il solco in cui seminare il nuovo concetto di libertà di dire quel che si vuole, mentre in effetti il vero scopo era quello di preparare la gente all'urto con la carenza di libertà di espressione e di movimento cui si andrà irrimediabilmente incontro. 

Il lavoro di parecchi pseudo giornalisti, manutengoli dell''informazione, svolto per tanti anni da fedelissimi scribacchini e starnazzanti conduttori televisivi, mirava a questo: liberare il cranio da tentazioni politiche diverse da quelle espresse dall'unica condottiera.

Ci siamo già quasi arrivati: I primi a saltare saranno quelli che hanno dato più fastidio ai potenti o ai ricconi, questi ultimi riceveranno un premio dalla Meloni che, per loro, ha già in vista una leggina carica carina che abolisce il superbollo per le auto di grossa cilindrata e la tassa sui super-Yacht, adducendo a giustificazione che si possono abolire senza problemi perché l'introito è attualmente irrilevante (circa 250 milioni).

In uno stato pieno di debiti come il nostro si pensa solo a far pagare meno tasse a chi ha più soldi e a chi possibilmente contribuisce ad aumentare l'importo dell'evasione fiscale (175 miliardi all'anno).

Diffusione, anche parziale, vietata

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